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Comenduno
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mwfaComenduno [komenˈduːno] (mwfgComendü [komɛnˈdy] in mwgadialetto bergamascocite-ref-2[2]) è una frazione del comune di mwhqAlbino, in mwhgprovincia di Bergamo.

Contents

Storia
Note

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Geografia fisica

Territorio

Situato sul versante orografico destro della mwkaval Seriana, occupa l'estremità Nord del territorio comunale di Albino. È delimitato da Nord-Ovest a Nord-Est dal mwkqmonte Rena, che lo sovrasta e lo divide amministrativamente dal comune di mwkgAviatico, ad Ovest da mwkwBondo Petello, a Sud-Ovest da mwlaDesenzano al Serio ed a Sud-Est dal corso del fiume mwlqSerio, che segna anche il confine comunale di mwlgCene. Il nucleo abitativo, ormai fuso in un'unica soluzione di continuità con Desenzano ed il capoluogo Albino, si sviluppa a monte della mwlwstrada SP 35, fino al mwma2007 principale arteria viaria della valle, con il piccolo centro storico e la zona residenziale abbarbicati sui primi rilievi. A valle della strada, che corre parallela al fiume Serio, sono collocate quasi esclusivamente attività artigianali, commerciali ed industriali, ai margini delle quali corrono le rogge mwmqroggia Comenduna e Honegger e la mwmgCiclovia della Valle Seriana.

Storia

I primi insediamenti umani sul territorio sono riconducibili al mwnqV secolo a.C., come si evince dal toponimo che possiede il suffisso mwng-dun, di chiara matrice mwnwceltica. Questo, riscontrato anche in altre località della mwoaprovincia di Bergamo, sta ad indicare un luogo posto in prossimità di un'altura. Conseguentemente la teoria più accreditata riguardo all'origine del toponimo è quella che lo ricondurrebbe alla presenza di un comando militare, probabilmente di una guarnigione di mwoqGalli Cenomani, posto su un'altura. Un'altra teoria, perorata dall'Olivieri, vedrebbe il nome derivare da mwogComenidunum, che indicherebbe la presenza di un fortilizio di proprietà di tale Cominiuscite-ref-3[3].

I secoli successivi videro l'arrivo della mwradominazione romana. Di questo periodo sul territorio comendunese sono stati ritrovati importanti reperti in quella che, un tempo chiamata via Fosca, attualmente prende il nome di via Sant'Alessandro. Dai primi ritrovamenti occasionali, avvenuti nel mwrq1845, si arrivò ad una vera e propria ricerca coordinata che, nel mwrg1880, portò alla luce una necropoli databile attorno al mwrwIII secolo. In questa emersero nove tombe, una zona adibita a cremazione, ed una serie di monili ed oggetti appartenuti ai defunti, con ben 73 monete, alcune custodite presso il museo di Bergamo, altre andate perse.

Il primo documento in cui è citato il nome del paese risale al mwsq1084, quando tale Andrea di Comenduno ricevette 23 soldi da Ariberto Mauroni per un campo posto nella pianura attorno a mwsgCalcinate.

In quel periodo la zona apparteneva al mwtaSacro Romano Impero che lo infeudò al mwtqVescovo di Bergamo.

Ben presto però gli abitanti riuscirono a sottrarsi al giogo feudale, ottenendo l'autonomia amministrativa, raggiunta già nel mwtwXII secolo. Il comune, retto da un console eletto annualmente dall'assemblea pubblica, venne inserito nel distretto della mwuaFacta della Porta di san Lorenzo, con un territorio che corrispondeva all'attuale censuario con l'aggiunta di mwuqBruseto, un'mwugexclave in territorio di mwuwBondo Petello.

Tra le competenze comunali vi era anche la gestione del territorio: a tal riguardo il comune permise la costruzione, avvenuta tra il mwvqXIII ed il mwvgXIV secolo, del canale artificiale denominato mwvwroggia Comenduna, tuttora esistente. Questa era dotata di bocche di presa che attingevano al corso del fiume Serio nella zona a Nord dell'abitato e veniva utilizzata sia per soddisfare i bisogni irrigui della zona sia per garantire la portata alla mwwaroggia Serio Grande, che prendeva vita alcuni chilometri più a valle.

Tuttavia il mwwgMedioevo fu anche un periodo di forte instabilità sociale e politica. Gli abitanti, schieratisi con la fazione mwwwguelfa, si trovarono al centro di numerosi episodi che li videro contrapposti ai mwxaghibellini, tanto che nel borgo sorsero numerosi edifici difensivi fortificati. Cronache risalenti alla fine del mwxqXVIII secolo raccontano come Comenduno fosse considerata una sorta di avamposto fortificato della città di Bergamo, la quale impose la costruzione di un castello, del quale oggi non è giunta traccia, già verso la fine del mwxgX secolo.

Nel borgo le famiglie più rappresentative (Bonardi, Rivola, Colleoni), si opposero agli interessi che i mwyaSuardi possedevano nella zona, spesso unendosi alle famiglie guelfe di Albino e Desenzano. Gli scontri raggiunsero l'apice della recrudescenza nel mwyq1378 quando, il 25 maggio, gran parte del paese venne bruciato da attacchi ghibellini, ed il 21 giugno, quando vennero uccisi 14 uomini. Le cronache raccontano anche di esponenti delle famiglie comendunesi presenti a rappresaglie ed attacchi a paesi limitrofi della valle, fra questi mwygBugatto Comendunocite-ref-4[4].

Nel mwaaXV secolo, con l'avvento della mwaqRepubblica di Venezia, si arrivò alla definitiva pacificazione sociale. La Serenissima decise infatti di eliminare tutte le fortificazioni esistenti, che vennero quindi demolite oppure riconvertite come abitazioni, dando il via ad un periodo di tranquillità in cui l'intera zona riprese a prosperare. Si svilupparono i commerci e vi fu nuovo impulso per l'agricoltura (frumento e granoturco su tutte) e l'allevamento. In quel periodo l'istituzione comunale di Comenduno, che nel mwag1596 contava 260 abitanti, era inserita nel distretto della valle Seriana inferiore, ed era retta da due sindaci ed un console, eletti dal consiglio generale, e gestiva beni territoriali e demaniali congiuntamente ai limitrofi borghi di Albino e Desenzano.

Contestualmente alla caduta della mwcaRepubblica di Venezia, alla quale nel mwcq1797 subentrò la napoleonica mwcgRepubblica Cisalpina, si verificò la revoca dell'autonomia amministrativa. I nuovi dominatori, nell'ambito di un'ampia ristrutturazione delle autonomie locali, aggregarono il borgo a mwcwDesenzano, al quale Comenduno fece riferimento fino al mwda1928, quando entrambi confluirono nel comune di Albino.

Anche in ambito religioso il riferimento fu Desenzano, con la chiesa di san Pietro utilizzata come parrocchiale per le principali funzioni dei due paesi fino al mwdg1917, anno in cui anche Comenduno venne elevato al rango di parrocchia autonoma.

Nella seconda parte del mweaXX secolo la zona visse, al pari dei paesi circostanti, un importante sviluppo residenziale, verso monte, ed industriale, nell'area pianeggiante nei pressi del fiume Serio.

Contestualmente il paese subì un vero e proprio assedio da parte del traffico, essendo la strada SP35 la principale arteria di scorrimento dell'intera valle. Soltanto il 1º giugno mweg2007 questo problema venne risolto con l'apertura del tratto Albino-Cene della nuova strada di scorrimento, esterna all'abitato, che collega la valle all'mwewasse interurbano presso mwfaSeriate attraverso le gallerie scavate sotto il colle di mwfqGavarno. Questa ha permesso di ridurre di ben il 58% il traffico nel centro abitato, permettendo una maggior vivibiltà agli abitanticite-ref-5[5].

Luoghi d'interesse

In ambito religioso si segnala la mwiachiesa mwiqparrocchiale che, dedicata a mwigCristo Re, raccoglie attorno a sé il piccolo centro storico. Edificata nel mwiw1928 su progetto dell'architetto mwjaCamillo Galizzi, ha uno stile che miscela elementi gotici, romanici e classici. La struttura è costituita da una navata principale con attaccato il presbiterio, con quattro cappellette e numerose trifore lungo tutto il perimetro. All'esterno vi è un portico che cinge sui due lati il vestibolo ottagonale e il campanile, costruito nel mwjq1954. Di notevole pregio è anche la piccola chiesa di santa Maria. Situata a pochi metri dalla parrocchiale, venne fatta costruire nel mwjg1351. Risistemata nel mwjw1906 e nel mwka1976, possiede una serie di affreschi, di scuola bergamasca eseguiti da artisti sconosciuti, databili ad un periodo prossimo alla fine del mwkqXV secolo.

Altro luogo di rilievo è il museo etnografico, situato nella comunale Villa Regina Pacis ed inaugurato Il 13 settembre mwkw1992. Questo si prefigge l'obbiettivo di illustrare, tramite un percorso didattico, la civiltà rurale e contadina tipica degli abitanti della valle fino alla prima metà del XX secolo. Il museo, che dispone anche di una raccolta di orologi da torre prodotti ad Albino, è aperto la domenica dalle 10 alle 12, mentre negli altri giorni è visitabile su richiesta.

Le alture attorno a Comenduno presentano un contesto naturalistico molto suggestivo: numerosi sono infatti gli itinerari che gli abitanti sono soliti a frequentare. I principali sono le tracce, contrassegnate con il segnavia del mwmqCAI numero 537 e 538, che partono direttamente da Comenduno e si arrampicano sulle pendici del monte Rena. La prima raggiunge prima il santuario della Madonna di Petello e poi i piccoli borghi di mwmgAmora ed mwmwAma, frazioni di mwnaAviatico; la seconda invece tocca il mwnqCol del Batès, propaggine panoramica sulla media valle, e termina a mwngGanda, altra frazione di Aviatico.

Un altro importante percorso è il sentiero didattico intitolato ad Agostino Noris che, indicato con il segnavia numero 6, presenta aspetti di interesse in ambito geologico, naturalistico, architettonico ed è accessibile anche ai disabili. Questo si sviluppa per sei chilometri interamente in territorio comendunese: parte dalla piccola chiesa di Santa Maria e tocca la “Cappella degli Alpini”, le “Grotte di Petello”, la “Madonnina del Narciso”, la “Croce di San Luigi”, le località “Pradèl” e “Merà”, per scendere poi lungo la “Valle del Cornello” e terminare presso il parco pubblico “Enzo Martinelli”, recentemente riqualificato.

Inoltre è d'obbligo citare la mwpgCiclovia della Valle Seriana che si sviluppa lungo il corso del fiume Serio. Questa offre passeggiate e pedalate nella natura, lontano da traffico ed inquinamento, permettendo la riscoperta e la valorizzazione di spazi un tempo abbandonati all'incuria. Ad essa è collegata l'area mwpwPrato Alto, una zona di circa 40.000 metri quadrati di notevole importanza naturalistica. Accessibile al pubblico tutto l'anno, conserva quella che un tempo era l'originale copertura forestale della zona lungo il corso del fiume Serio.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. Abitanti comune di Albino al 24 giugno 2014
cite-note-22. mwsgCarmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), mwswDizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
cite-note-33. U.Zanetti, op.cit., pg. 105
cite-note-44. mwuwMarialuisa Madornali e Amalia Pacia, mwvaLa chiesa di Sam Bartolomeo in Albino arte e storia, Teramata edizioni, p.mwvq 28,38-39, mwvgISBNmwvw 978-88-95984-07-0.
cite-note-55. mwxamwxqmwxgGrazie a superstrada e galleria oggi la Val Seriana respira, L'eco di Bergamo, 8 novembre 2009, su mwxwecodibergamo.it.

Bibliografia

• mwywPaesi e luoghi di Bergamo. Note di etimologia di oltre 1.000 toponimi, Umberto Zanetti. Bergamo, 1985
• mwzqAtlante storico del territorio bergamasco, Monumenta Bergomensia LXX, Paolo Oscar e Oreste Belotti.
• mwzwComenduno. Vicende storiche e rapporti con la vicinia di Desenzano, Enrico Belotti, Villa di Serio, 1997.

Voci correlate


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Collegamenti esterni

• mw2aComenduno, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.